a cura di Antony Vitillo

Quando si parla di realtà immersive, si sente spesso parlare di Realtà Virtuale e di Realtà Aumentata. Se siete su questo sito, molto probabilmente conoscete già il significato di entrambi i termini: la realtà virtuale è in grado di teletrasportarvi in un mondo cibernetico completamente scollegato da quello reale in cui siete (è la tecnologia dei videogiochi, come Fallout 4 VR), mentre la realtà aumentata mostra degli elementi virtuali sovrimposti al mondo reale (avete presente Pokémon Go?). Ma che cosa è invece la Mixed Reality, che in Italia viene spesso localizzata quale Realtà Mista?

C’è molta confusione sia sulla definizione da dare a questi termini che sulle applicazioni che ne derivano. Troviamo interpretazioni diverse. Proviamo a soffermarci sulle tre che riteniamo essere le più diffuse nel momento in cui scriviamo.

La prima, oltretutto quella che personalmente preferisco, indica che la Mixed Reality è qualunque tecnologia che unisce elementi reali con elementi virtuali. Questa classificazione segue il famoso “Reality-Virtuality continuum”  teorizzato in contemporanea da Milgram e Kishino, che mostra come ci sia uno spettro di tecnologie che va dalla pura realtà reale alla pura realtà virtuale.

Virtuality_Continuum AR VR

Schema semplificato del Reality – Virtuality Continuum, Milgram e Kishino nel 1994 (credits Wikipedia)

Secondo questa classificazione, tutto ciò che è un po’ più virtuale della realtà reale o un po’ più reale della realtà virtuale, può essere definito Mixed Reality (o realtà mista). In altri termini, è sufficiente contaminare un po’ la realtà reale o la realtà virtuale per ottenere una realtà mista: così come lo stesso nome “realtà mista” indica, la MR (come spesso viene abbreviata) è un misto tra il reale ed il virtuale. Nulla da eccepire.

Alcuni esempi possono sicuramente aiutare a comprendere meglio sia la definizione di Mixed Reality che i significati che riesce ad assumere in più circostanze. Sul continuum di Milgram e Kishino incontriamo infatti le seguenti realtà:

  • La realtà aumentata: mostra elementi virtuali sovrapposti al mondo reale, dei layer digitali in grado di aggiungere informazioni contestuali. Il caso di Pokemon Go rappresenta finora la sua più celebre applicazioni per il mercato consumer.
  • La virtualità aumentata: nel momento in cui si mostrano degli elementi reali al di sopra di un mondo puramente virtuale (il duale di quanto accade nella realtà aumentata), si ottiene la virtualità aumentata. E’ il caso delle proprie mani (quelle vere, non le mani di un avatar digitale) all’interno di un universo virtuale, in grado di interagire con lo stesso;
  • I video in mixed reality: il modo più efficace per mostrare il contenuto di un’applicazione in realtà virtuale è quello di realizzare un video in cui si vede l’utente immerso in una applicazione virtuale. L’immagine dell’utente è catturata dal flusso video (reale) di una telecamera, mentre il mondo virtuale è quello renderizzato dal computer. C’è una compresenza di realtà reale e realtà virtuale. Il lettore più attento avrà notato che stiamo parlando di un caso di virtualità aumentata;
  • La realtà modificata: viene mostrato all’utente il mondo intorno a sé, opportunamente modificato rispetto a quello che appare nella realtà. Tali modifiche possono essere di varia natura:
    • Puntuali: vengono rimossi alcuni oggetti dalla scena (ad es. viene cancellato un tavolo che è in mezzo alla stanza), ne vengono aggiunti altri (ad es. viene aggiunta una guida virtuale), vengono cambiate le caratteristiche di altri ancora (ad es. una ragazza viene mostrata bionda anche se ha in realtà i capelli neri);
    • Globali: viene mostrata la realtà, ma in un modo completamente diverso da come essa si presenta normalmente. Ad esempio nell’applicazione da discoteca Beat Reality viene mostrata la realtà circostante come un insieme di bordi pulsanti a ritmo di musica: questo vuol dire che si può ancora vedere la realtà che abbiamo intorno, ma il modo in cui sarà vista sarà diverso dalla tipica visione umana.

Questi semplici esempi sono sufficienti a farci intuire come le potenzialità della mixed reality siano smisurate e soprattutto applicabili in tantissimi ambiti. Grazie alla sua capacità di modificare in maniera creativa la realtà, la mixed reality è molto apprezzata in campo artistico, ma non viene disdegnata da quello educativo, nel training industriale, nel medicale, piuttosto che in moltissime applicazioni nel media & entertainment. Per questa ragione, tutti i brand che producono visori e dispositivi, a partire da Oculus, HTC e Google, stanno investendo cifre immense in questa tecnologia. E’ un dato di fatto che tutti i visori standalone attualmente o prossimamente in commercio offriranno funzionalità di mixed reality.

Oltre al Virtuality Continuum di Milgram e Kishino esistono poi altre definizioni di Realtà Mista. Una seconda definizione di mixed reality è in verità molto vicina a quella, più canonica, di realtà aumentata, di cui sarebbe un caso particolare. Una seconda definizione vorrebbe infatti la mixed reality come una realtà aumentata in cui ci sono interazioni tra gli elementi virtuali e l’ambiente circostante. Secondo questo punto di vista, la realtà aumentata mostra delle informazioni o degli oggetti sopra il mondo reale, senza che si relazionino direttamente con il mondo reale. Ciò accadrebbe piuttosto nella realtà mista. Una dimostrazione pratica di questo concetto è data dalle tecnologie di Magic Leap.

La demo di Magic Leap concettualizza in modo efficace questa definizione alternativa di mixed reality: immaginate di avere un occhiale di realtà aumentata e di vedere quindi una palla da basket virtuale poggiata su un tavolo. Se, toccando questa palla, essa non si muove, oppure si muove semplicemente su un piano orizzontale (ovvero non è in grado di capire quanto accade nell’ambiente circostante), allora tale palla è visualizzata in realtà aumentata. Esiste un’altra possibilità, quando la stessa palla, una volta colpita, arriva sul bordo del tavolo e cade sul pavimento, iniziando a rimbalzare su tutto ciò che incontra lungo il suo tragitto. In questo caso, stiamo parlando di realtà mista, in quanto la palla virtuale sta interagendo con l’ambiente reale, lo percepisce ed è in grado di adattare il proprio comportamento in funzione di esso.

Secondo questa definizione, insomma, la realtà mista altro non sarebbe che una realtà aumentata interattiva.

Una terza definizione è quella che viene usata da Microsoft, che vende i suoi visori di realtà virtuale come “Windows Mixed Reality headsets”. Il motivo per cui venga utilizzata la nomenclatura di realtà mista è persino fuorviante, in quanto tali visori sono di pura realtà virtuale. Oltre a questi puramente legate ad aspetti quali il branding ed il marketing, la piattaforma di realtà immersiva di Microsoft, basata su Windows 10, vedrà probabilmente implementate anche le applicazioni di realtà aumentata, ed in quel caso ritroveremmo quella coerenza con le definizioni di realtà che ad oggi sembra mancare nell’ecosistema sviluppato dal colosso di Redmond. Se si tratti di un anticipo sui tempi o di un nome coniato per differenziare la propria offerta dalla più generica espressione di realtà virtuale, lo scopriremo insomma vivendo.

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I visori Windows Mixed Reality possono contare su una flotta particolarmente nutrita, con produttori del calibro di Samsung, Hp, Lenovo, Dell e Acer (credits Microsoft)

Lo ribadiamo, nel momento in cui scriviamo, in quanto offerto da Microsoft con Windows Mixed Reality non ha nulla a che vedere con le definizioni teoriche della realtà mista. Non vi fate dunque fuorviare: i visori in commercio con il marchio Mixed Reality sono dei semplici visori di realtà virtuale. Differente il discorso per quanto concerne Microsoft Hololens, in grado di integrare nella visione elementi reali e virtuali.

Come vedete, c’è molta confusione sul termine “mixed reality” e gli stessi esperti di settore dibattono ancora sul suo significato e spesso ci si divide tra le persone che gli attribuiscono il significato numero uno (virtuality continuum) e quelle che gli attribuiscono il numero due (realtà aumentata interattiva). Riguardo al numero tre (Windows Mixed Reality), vi è un generico consenso sul fatto che Microsoft abbia usato un nome fuorviante, almeno per il momento.

Speriamo di non avervi confuso ulteriormente le idee, quanto piuttosto di aver offerto quegli spunti utili a fare un po’ di chiarezza, in modo che possiate interfacciarvi meglio con il magico mondo della mixed reality.